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Messaggio  ADMIN il Ven Apr 17, 2009 5:12 pm

Il mio pensiero in questi giorni è andato spesso ai terremotati dell'Abbruzzo. Chi non ha mai provato la paura del terremoto non può minimamente capire cosa si prova. Cosa si prova a sentirsi vittima di quella casa che fino a pochi secondi prima era il tuo porto sicuro, il centro della tua stessa vita, scrigno dei tuoi ricordi, dei tuoi tesori, della tua sicurezza. Cosa si prova a perdere tutto, a ritrovarti "fuori" (per chi è riuscito a salvarsi) solo con ciò che hai addosso, a chiederti se sei vivo, se i tuoi cari sono vivi, a cercare di trovare un posto dove stare al sicuro. Quando tutto intorno smette di oscillare, quando tutto intorno smette di cadere e franarti sotto i piedi, dopo che le urla della gente impaurita si trasforma in pianto di disperazione............in quel momento inizia il terremoto interiore. Purtroppo è così: ad ogni terremoto "esterno" segue un terremoto interiore che per molti è molto più devastante e violento, spesso le scosse di assestamento continuano per anni, e quasi sempre quella paura che ti ha stretto in una morsa cuore e cervello non riesci mai a dimenticarla e basta un nonnulla per farla riemergere come un fantasma dalle rovine del passato.
Questa tragedia che ha colpito l'Abbruzzo, avrebbe dovuto far riflettere tutti noi su quanto sia effimera ed insicura la nostra certezza dell'oggi.
Un abbraccio a tutti voi

ELE
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Re: >>>TERREMOTO

Messaggio  Shila il Mar Apr 21, 2009 11:48 pm

Ciao Ele, finalmente posso leggervi e nel contempo anche rispondervi.

Ho diversi amici che vivono in quelle zone colpite dal sisma, specialmente una mia più che carissima amica di 79 anni. La sua casa è stata molto lesionata........ è come se il terremoto l'avesse tagliata a metà, gli è rimasto in piedi metà cucina e parte del corridoio, tutto il resto è caduto.

Ci siamo sentite molto spesso per telefono tantè che nella sua stessa voce io ho potuto sentire il suo terrore e la sua stessa disperazione. Disperazione perché ha perso tantissimi ricordi del suo passato..... come le stesse fotografie dei suoi cari a cui lei era molto legata oltre a tanti altri e vari loro ricordini di chi non vive più accanto a lei.

Ora l'unico suo scrigno dove lei può raccogliere tutte le immagini dei suoi stessi cari è la sua stessa mente, perché Giselda non possiede più un pezzettino di carta dove poter sfiorare un volto e donargli un suo bacio. Il terremoto le ha distrutto l'ala della casa proprio dove lei aveva sempre conservato tutti i suoi ricordi di una vita.


Questa è un'altra forma di "disperazione" che spinge tutti noi a riflettere perché dobbiamo saper riconoscere che:
"Niente ci appartiene in questo mondo, neppure lo stesso nostro corpo che usiamo"!

Un caro saluto a tutti
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